Florence Nightingale, grande pioniera dell’infermieristica nel mondo, affermò già nel lontano 1889 «Secondo me la missione delle cure infermieristiche in definitiva è quella di curare il malato a casa sua, Intravedo la sparizione di tutti gli ospedali e di tutti gli ospizi… ma a che serve ora a parlare del 2000?».

Con questa semplice frase ha dimostrato quanto sia stata lungimirante, facendo una fotografia sul futuro dell’assistenza infermieristica, tanto è vero che al giorno d’oggi il mondo che abbiamo conosciuto non esiste più. I modelli welfare sono in forte crisi, soprattutto sul fronte dei sistemi sanitari e la causa di ciò è principalmente dovuta al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. Si stima che entro il 2050 ci saranno 1,6 miliardi di anziani in tutto il mondo. Questa condizione sta portando ad un graduale aumento delle malattie croniche, le quali causano spesso disabilità e fragilità. Pertanto aumenta la consapevolezza, da parte del cittadino, di necessitare di assistenza sanitaria. Per questo motivo i paesi devono implementare idee e modelli innovativi e che tengano conto dei problemi reali della popolazione, allo scopo di promuovere soluzioni per contenere il fenomeno e adattarsi ad esso senza evitando il collasso.

È quindi diventato indispensabile per i paesi ripensare il concetto di “ospedale uguale salute”, in quanto è impensabile riuscire a erogare assistenza a tutta la popolazione che invecchia negli ospedali, spostando quindi l’attenzione dall’ospedale al territorio e considerare l’assistenza domiciliare come la migliore delle risposte per il cittadino. Nelle esperienze internazionali riguardanti la gestione delle malattie croniche presso il domicilio dell’assistito, l’infermieristica gioca un ruolo fondamentale. L’impostazione dell’assistenza dimostra che gli infermieri svolgono un ruolo importante perché riescono ad apportare benefici per migliorare la salute alla persona assistita attraverso la propria esperienza e competenza.

L’assistenza domiciliare sta quindi trovando il suo sviluppo, ma parallelamente si sta assistendo anche ad un progresso tecnologico e che può essere apportato alla pratica infermieristica domiciliare. 

Parlando di tecnologie in ambito di salute intendiamo il vasto mondo del “DIGITAL HEALTH” (Salute digitale).  Questo termine è radicato nell’eHealth, definito come “l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a sostegno dei settori relativi alla salute”. Questo è diventato un campo di pratica saliente per l’utilizzo di forme di informazione e tecnologie di comunicazione (ICT) e innovative, al fine di rispondere alle esigenze della salute. Nello specifico include aree emergenti come l’uso delle scienze informatiche avanzate in big data, geometrica, intelligenza artificiale e l’mHealth (Salute mobile). Quello che ci interessa è proprio l’mHealth, che è un sottoinsieme dell’eHealth, e viene definito come “l’uso del wireless mobile tecnologie per la salute” e si avvale perciò dell’utilizzo di dispositivi mobili quali Smartphone e Tablet. Queste tecnologie sono gestite da infermieri esperti che le supervisionano e le utilizzano e sempre più stanno assumendo un ruolo di leadership in ambito di salute digitale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) anche ha recepito l’importanza di queste nuove tecnologie da poter applicare nella pratica clinica e proprio a dimostrazione di ciò ha pubblicato delle linee guida dal titolo “Raccomandazioni sugli interventi digitali per il rafforzamento del sistema sanitario”, al fine di promuovere gli interventi digitali basati sull’evidenza scientifica  e avente come scopo prioritario quello di migliorare la salute delle persone e di rafforzare i servizi essenziali. Nello specifico vengono elencati 10 interventi digitali di cui ogni sistema digitale deve tener conto. Tra le raccomandazioni viene evidenziata quella di – utilizzare dei supporti decisionali attraverso dispositivi mobili da parte degli operatori sanitari – e – il monitoraggio sanitario digitale dello stato degli assistiti –. 

L’utilizzo di Smartphone e Tablet in ambito domiciliare giocano un ruolo chiave e offrono molti vantaggi, come:

  • Miglioramento della qualità delle cure per le persone;
  • Offerta di una maggiore connessione e comunicazione con il resto del personale sul campo;
  • Svolgimento di più lavoro;
  • Riduzione dei costi.

È ovvio che ciascuna delle nuove tecnologie prevede la necessità di proteggere i dati per garantire la privacy dei pazienti. Arriviamo quindi allo sviluppo che più ci interessa, ovvero quello riguardante le Applicazioni mobili (mobile App). le applicazioni mobili sono dei software (dei programmi) per i dispositivi mobili. Le App nel campo della salute possono essere classificate in 3 diverse categorie:

  1. App utilizzate dal consumatore, ovvero le persone assistite;
  2. App utilizzate dagli operatori sanitari;
  3. App utili per comunicare e/o controllare un dispositivo che si interfaccia con altre ICT.

Ad esempio, nel campo dell’assistenza domiciliare, gli infermieri utilizzano tecnologie che consentono l’integrazione di cartelle cliniche elettroniche (EHR) e quindi si ottiene la possibilità di:

  • aggiornare quotidianamente la documentazione;
  • ridurre l’utilizzo di materiale cartaceo; 
  • aumentare l’accuratezza della documentazione. 

Tutte queste azioni sono possibili grazie all’aggiornamento continuo e che avviene con azione immediata. Si ha la possibilità di visualizzare i file del paziente in qualsiasi momento durante il turno, pianificare un programma di lavoro e salvaguardare la salute della persona assistita. Lo scenario prospettico è quello di una rapida crescita e dell’ampia condivisione che sta portando al miglioramento degli esiti sanitari. Gli infermieri domiciliari possono quindi adottare queste nuove tecnologie e sono considerati fondamentali per collegare la salute all’assistenza sanitaria attraverso l’eHealth.

Sulla base di tutto questo è nata l’idea di creare una mobile App ad uso infermieristico domiciliare, il cui nome è NURSE APPLICATION BUNDLE. L’idea e lo studio scientifico è stato condotto e portato a termine dal Dott. Francesco Biagini e dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” CdL Infermieristica di Sora (Frosinone), come lavoro di tesi di Laurea Triennale.

La App, è interfacciata con un database del pacchetto «freebase» di Google, che consente l’acquisizione e la memorizzazione dei dati del paziente rilevati.

Gli scopi di questa App sono:

  • Promuovere la produzione di documentazione digitale e che sia chiara e di qualità;
  • Fornire un tool che sia d’ausilio al proprio agire; 
  • Miglioramento del processo di cura;
  • Miglioramento delle conoscenze relative al processo infermieristico.

 

L’applicazione è consente all’infermiere di redigere un piano assistenziale per ogni suo assistito, aggiornarlo nel corso del tempo e consultarlo. Consente anche all’infermiere di usufruire di un tool di supporto al proprio agire e che contiene degli strumenti come: Calcolo dei farmaci; Fotocamera per monitorare situazioni fisiologiche nel tempo (ad esempio ferite); un tariffario per le prestazioni erogate (sia personalizzabile e sia in linea con la nomenclatura italiana in vigore); un’agenda dove l’infermiere può programmare i propri appuntamenti; procedure e raccomandazioni scientifiche che l’infermiere può consultare per specifiche tecniche e prestazioni da erogare. Il tool è stato costruito seguendo le evidenze scientifiche.

Per approfondimenti sulla App e sulle strategie infermieristiche pensate e messe in atto è possibile consultare il book scientifico della rivista Springer Nature “Methodologies and Intelligent Systems for Technology Enhanced Learning, 9th International Conference, Workshops”  entrando a tutti gli effetti tra la letteratura scientifica mondiale e che ha visto l’esposizione orale nell’importante workshop internazionale infermieristico “Mis4tel 2019” tenutosi ad Ávila, Spagna il 26 Giugno 2019. 

 

– Articolo a cura di Francesco Biagini

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